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IL PICCOLO - 31 ottobre 2011

IL PICCOLO - 31 ottobre 2011 - Sleddog Club Mushers Friulani

di Luca Saviano

TRIESTE

«Desire to run». I musher usano questa definizione per descrivere il comportamento che hanno i cani da slitta, prima che venga dato loro il via, sulla linea di partenza di una gara. Si tratta di uno stato di irrequietezza che costringe i quattrozampe a muoversi continuamente, cercando di divincolarsi dalle corde che li legano al mezzo che, di lì a poco, dovranno trainare. Una scena che si è vista alla partenza del primo Trofeo Città di Trieste, competizione di sleddog organizzata dal Club Mushers Friulani, che ha animato i sentieri del bosco Bazzoni fra la Foiba e la Grotta Nera. «Quello dei cani – precisa il presidente della società organizzatrice Claudio Driussi – non è un atteggiamento aggressivo. Questa frenesia è alla base della loro indole. È la voglia di correre, di scaricare la propria energia nel trainare il musher, il conduttore della slitta». Quella di Trieste è stata la terza prova del Challenge Italia, un circuito di competizioni di sleddog su terra. In assenza della neve i cani vengono impegnati nel traino di biciclette e di carretti, i cosiddetti kart. Altrimenti vengono affiancati all’uomo che, legato al cane mediante una corda che viene assicurata intorno alla vita, prende parte alla competizione contando sulla sola propulsione delle gambe. «Sono discipline che ci servono da allenamento per affrontare le gare invernali – spiega Driussi - quelle che vedono i cani al traino di una slitta sulla neve». È un allenamento fisico, il loro, ma soprattutto è l’occasione per affinare l’affiatamento fra la muta di cani e il rispettivo musher. Il conduttore della slitta, infatti, non adopera briglie nè frustini. La direzione da seguire viene impartita esclusivamente con dei comandi vocali.

Il circuito di Basovizza ha visto la presenza di un centinaio di cani, principalmente di razza nordica. Siberian Husky e Alaskan Malamute, in particolare, famosi per la loro potenza e resistenza. I loro latrati hanno fatto da colonna sonora all’intera manifestazione, contribuendo a ricreare un’atmosfera più da romanzo di Jack London, che da landa carsica. Numerose anche le presenze dal nord Italia, in particolare dal bresciano. Dalla Slovenia, invece, sono giunti gli equipaggi più forti, fra i quali spiccava quello guidato da Edvard Shumet, recente campione europeo e vincitore, nel 2007, del titolo iridato. Soddisfatto Driussi per l’esito di questa prima prova triestina. «Abbiamo portato a Trieste una disciplina non molto conosciuta che, però, sta incontrando sempre più appassionati». I vincitori delle rispettive categorie sono: Stefano Bertocchi, Claudio Driussi, Alessio Del Fabbro, Edvard Shumet, Pierangelo Patriarca, Rinaldo Marioli, Andrea Pagani, Damjan Zepic, Diego Buranello, Ales Rink, Elisabetta Glussi, Mozina Leja, Emma Buranello.